1 febbraio 2010

Poveri Noi! (il ritorno del Dott. Ing. Gr. Figl.Di.Put. Ladr.Matric. GF alias Simpson su Pensiero Scomodo)

“C’È DEL MARCIO IN DANIMARCA”. A questa famosa citazione dell’Amleto, noi rispondiamo: “C’È DEL MACABRO IN BATTIPAGLIA”. Sì, ad indicare una condizione di disagio e di degrado della città, con un’Amministrazione comunale che annega mentre con una mano tesa fuori dall’acqua spera che qualche divinità l’agguanti per tirarla in salvo, non può esserci altra citazione.
“Uomo in mare” si dovrebbe dire, in normali condizioni di navigazione del transatlantico comunale. Qui invece no, bisogna dire :”c’è del macabro a Battipaglia”. Lo si ricorda ai cittadini che passeggiando increduli per piazza Amendola posano lo sguardo sul monumento ai caduti del mare e sull’edificio più a monte, un tempo gloriosa scuola “Edmondo De Amicis”, ora inquietante rudere.
Sì è giusto il parallelismo delle citazioni, soprattutto per una città dove annega anche la cultura.
Lo grida il monumento di Piazza Amendola con la mano tesa che affonda, come a voler dare l’ultimo saluto alla scuola battipagliese. In questa città, infatti, è stata chiusa la scuola “De Amicis”, è stata chiusa poi la scuola “Salvemini” di via Plava, si è consumato in questi giorni il sacrificio della scuola “Fiorentino”, cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro?
“C’è una razionalizzazione del sistema scolastico” dice qualcuno, mentre in altre sedi si dice che il sistema di istruzione (oggi offerta formativa) di Battipaglia è carente. Qualche politico locale, invece, soddisfatto di tutto questo propone il gemellaggio con una nota città giapponese dove quest’anno si è diplomato brillantemente lo studente di nome SOCHITO NAKA KATA.


Dott. Simpson

28 gennaio 2010

Pensiero Scomodo di Gennaio

In edicola presumibilmente da Sabato mattina (30 Gennaio), oppure potete trovarlo presso il circolo culturale “A.Gramsci” via Gramsci,17 Battipaglia (SA)

Per ricevere il pdf scrivere a:  pensieroscomodo@email.it

29 dicembre 2009

Lo stupro di San Michele

Miscelate insieme denaro-natura-appalti-montagne, ed otterrete la ricetta ideale per una bella bomba ecologica al 100%.
Olevano. Parco San Michele. Località Cannabosto. Di recente è stata ristrutturata la strada che porta dal parco alla Grotta dell’Angelo; in seguito alle varie frane e cedimenti del terreno degli scorsi anni, la strada doveva essere rinforzata con materiali ecocompatibili con l’ambiente naturale circostante.
Ma, come spesso accade, la realtà è ben lontana da ciò che si racconta. Basta una semplice occhiata alla strada per notare una miriade di frammenti non proprio “ecocompatibili”. Una semplice manciata di pietrisco, e la realtà salterà ai vostri occhi chiara come non mai: tappi di bottiglia, scarti di cantiere, etichette di plastica, chip di computer, lattine di bibite e tante altre cose simpatiche sono state triturate insieme in pezzi non più grandi di 2 cm (in modo che passassero inosservati); tutto questo è stato mischiato con ghiaia e terreno, andando a costituire il corpo e l’anima della nuova strada. Una strada con l’anima di plastica.
Sembra fantascienza? Invece è la cruda e spaventosa realtà, resa ancora più triste se si pensa che stiamo parlando di un luogo di una certa importanza storica, culturale ed artistica, in quando la grotta di san Michele racchiude autentici affreschi medioevali, e nel 1080 divenne rifugio di papa Gregorio VII in fuga da Enrico IV.
Inoltre dal punto di vista naturalistico è uno dei ritrovi più belli della nostra zona, attraversato dal fiume Tusciano, e sede delle principali falde acquifere della zona.
Quindi il collegamento nasce spontaneo: col passar del tempo le piogge filtreranno attraverso questo mare di plastica, si convoglieranno nella falda sotterranea del fiume Tusciano, e finiranno nei nostri rubinetti e nei campi coltivati, trascinandosi dietro un bel po’ di questo materiale tossico ed altamente cancerogeno.
E qui nasce il grande mistero!! Di chi è la colpa? Chi c’è dietro a questa truffa colossale? Chi ha interesse ad inquinare una delle poche (se non l’unica) falda acquifera della nostra zona? Chi ci guadagna ad abbellire le nostre montagne con tonnellate di immondizia spacciata per materiale ecologico? Chi ha appaltato i lavori? Chi è la ditta che l’ha eseguiti? Chi ha fatto i controlli? Insomma.. da dove arrivano questi tentacoli con cui la piovra sta massacrando il nostro paese?
Siamo consci che molte di queste domande resteranno senza risposta, ma confidiamo nel fatto che rendere pubblica la notizia che per meri interessi economici di persone senza scrupoli, assistiamo all’ennesimo avvelenamento a cielo aperto possa servire a smuovere l’animo di qualcuno come ha smosso i nostri.
E’ ora di finirla di stare a guardare, di discutere e di disgustarsi. Questi scempi vanno fermati, se non vi bastano le parole, date un’occhiata alle foto.. se vi fermate un attimo a riflettere, ascolterete anche voi il pianto silenzioso di una terra stuprata……

C.S & Associazione Pensiero Scomodo


Per chi desiderasse ricevere tutte le foto de

llo scempio, scrivete a pensieroscomodo@email.it    NON RESTIAMO A GUARDARE QUESTI ASSASSINI DISTRUGGERE I NOSTRI PAESAGGI!

25 dicembre 2009

Pensiero Scomodo di Dicembre

Ecco il nostro scomodo regalo di Natale!

Disponibile anche la versione per web, basta richiederla scrivendo a:

pensieroscomodo@email.it

21 dicembre 2009

Un Natale da Precario

Talvolta, per arrotondare, i precari si affaccendano nei mestieri più inopportuni..

Il nostro Satiro pare averlo capito bene!

23 novembre 2009

Esempi di Architettura Partecipata : Rotatoria di Belvedere (Battipaglia)

* click sull’immagine per ingrandire

 

Per informazioni:      pensieroscomodo@email.it

22 novembre 2009

Pensiero Scomodo di Novembre

Da Domenica 22 in (quasi) tutte le edicole battipagliesi. Potete chiederlo anche presso il Circolo “A.Gramsci” di Rifondazione Comunista, in via Gramsci; oppure fare richiesta di invio del pdf tramite e-mail, scrivendo a:

pensieroscomodo@email.it

21 novembre 2009

NON ABBANDONIAMO L’ACQUA ALLE REGOLE Di MERCATO

Sono passati quasi 7 anni da quando prese il via il “Forum Mondiale Alternativo dell’Acqua”.
Da allora sono nate e cresciute molte realtà che ancora oggi si battono contro il principio che vuole l’acqua paragonata ad una “merce di scambio”.
Le politiche neoliberiste e consumiste, da anni, stanno spingendo per affermare la privatizzazione e l’affidamento, al cosiddetto libero mercato, della gestione delle risorse idriche. A mettere le mani su questo tesoro, sono le solite grandi multinazionali che continuano sempre più a monopolizzare l’economia.
Il Governo italiano (non venendo meno agli ordini di mercato), il 10 settembre 2009, ha approvato il Decreto Legge 135/09, il quale affida, in maniera completa, l’acqua, il bene più prezioso della terra, ad affaristi e imprenditori. Entro fine novembre il Parlamento italiano sarà chiamato alla conversione in legge del Decreto e se ciò avverrà, per il 31 dicembre 2011, tutti i Comuni dovranno essere espropriati della gestione dell’acqua potabile, la quale sarà preda di speculatori e trafficanti.
Le istituzioni finanziarie e politiche ci raccontano che “l’acqua è un bene prezioso e raro e che solo il suo valore economico può regolare e legittimare la sua distribuzione”.
Noi sappiamo che non è così! Noi dobbiamo sapere che sotto questo falso buonismo c’è in realtà un velo di terrore. Dobbiamo renderci conto che l’acqua dolce, disponibile per l’uso umano, rappresenta l’1% dell’intera disponibilità idrica e che, cambiamenti climatici, spreco e inquinamento, stanno sempre di più facendo calare questo valore. La “petrolizzazione” dell’acqua è un piatto troppo attraente per non suscitare l’appetito di multinazionali come la Nestlè, la Suez, l’ACEA, la Monsanto etc., che, una volta avuto il controllo, potranno decidere il prezzo dell’acqua, e quindi della vita, in base ai valori di mercato (più scarseggerà l’acqua e più il suo prezzo salirà).
L’acqua è un bene primario ed è un bene inalienabile del quale è inconcepibile farne una merce di scambio. Eppure sono arrivati anche a questo, a speculare persino sulla vita delle persone. Le politiche neoliberiste stanno poco a poco consumando le risorse del pianeta per scopi lucrosi, non permettiamo che anche l’acqua rientri in questo giro e non permettiamo che venga sfruttata secondo le regole del mercato. Battipaglia deve avere la possibilità di poter scegliere!
Per quanto riguarda l’efficacia della nostra proposta vogliamo ricordare i Comuni che già hanno inserito nel proprio statuto comunale il principio dell’acqua come bene senza rilevanza economica:

Comune di Anghiari (AR)
Comune di Anguillara Sabazia (RM)
Comune di Caserta
Comune di Corchiano (VT)
Comune di Cormons (GO)
Comune di Fiorano Modenese (MO)
Comune di Fumane (VR)
Comune di Sommacampagna (VR)
Comune di Prevalle (BS)
Comune di Genova
Comune di Gubbio (PG)
Comune di Licodia Eubea (CT)
Comune di Mineo (CT)
Comune di Pietra Ligure (SV)
Comune di Povegliano Veronese (VR)

La stessa proposta è poi in discussione nei comuni di Ferrara e di Torino, mentre nei giorni scorsi si sono incontrati un centinaio di municipi siciliani per discutere proprio di gestione pubblica dell’acqua. I comuni che, infine, hanno avviato un percorso per la ripubblicizzazione dell’acqua, aderendo al “Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua”, sono quasi un centinaio.
Il “Comitato Acqua Bene Comune” di Battipaglia utilizza questo spazio per mobilitare eticamente i cittadini battipagliesi, invitandoli a visitare il sito www.acquabenecomune.org dove potranno trovare tutte le informazioni a riguardo.
Coloro interessati ad avere informazioni ed a sapere le iniziative del “Comitato Acqua Bene Comune” di Battipaglia sono invitati alla propria sede presso il Circolo culturale di Rifondazione Comunista in via Gramsci, 17.

Gianluca Amoroso

 

 

N.B  è in uscita il quarto numero di Pensiero Scomodo, per chi fosse interessato a riceverlo via web, scrivete a:

pensieroscomodo@email.it

 

17 novembre 2009

No B-day 5 dicembre 2009

Contro ogni forma di sfruttamento ed individualismo.

Contro il parassitismo liberal-fascista anticulturale.

Contro le privatizzazioni continue anche della vita comune..

L’associazione Pensiero Scomodo e i giovani comunisti di Battipaglia aderiscono e parteciperanno alla manifestazione del 5 Dicembre.

Tutti in piazza contro il nemico pubblico!!

12 novembre 2009

Sfrattati e sfruttati: il dramma di San Nicola Varco

Ci sono località che mai diventerebbero note se non fosse per gli scempi che vi si compiono. E’accaduto con CastelVolturno in passato ed oggi con San Nicola Varco, piccola località del Comune di Eboli (SA). In mattinata di ieri 11 Novembre, mille marocchini sono stati sgomberati dalle forze dell’ordine (polizia, esercito e vigili del fuoco), dal ghetto dove da anni erano costretti a vivere. Tuttavia, il luogo, seppur nel degrado più assoluto, fungeva da fissa dimora per gli immigrati (i più, con regolare permesso di soggiorno) braccianti, impiegati nell’agricoltura dell’area. Trattati come moderni schiavi, espatriati dal Nord Africa per far fronte alla raccolta dei prodotti agricoli nostrani, che altrimenti marcirebbero nelle campagne; questi lavoratori costretti allo schiavismo, si ritroveranno da ieri mattina, a girovagare per strada. Malgrado il provvedimento predisposto dalla magistratura, per motivi di igiene e sicurezza pubblica (pare che la zona sia destinata alla costruzione di un grande centro commerciale) agli immigrati non è stato concesso nessun altro luogo dove poter alloggiare (a parte qualche piccolo gruppo, ospitato a Sicignano degli Alburni, su concessione del Sindaco della cittadina). E’ questo l’ennesimo episodio di inciviltà mascherata da giustizia sociale, con questo comportamento non si fa altro che scatenare una guerra tra poveri e questa soluzione amplifica il dramma umano di San Nicola Varco. Tuttavia sorge una domanda: se questi sfrattati e sfruttati avessero avuto diritto di voto, (perché quelli umani sono già stati calpestati) avrebbero ricevuto lo stesso trattamento?

Enzo Castaldi